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GLI SCOPI DEL SITO

wc logoIl sito Workingclass intende essere uno strumento di studio e di ricerca sui temi del lavoro, delle sue condizioni, del suo senso oggi, delle prospettive di ricomposizione sociale, partecipazione e di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.

La struttura e, soprattutto, la documentazione attualmente presente è un punto di partenza, una sorta di cristallo di agglomerazione, che – se riuscirà a crescere – dovrebbe permettere:

  • Una circolazione di informazioni nella forma di documentazione e di commenti
  • Una organizzazione della documentazione tale da soddisfare uno studio sui temi trattati da parte di chiunque lo intenda fare e da parte del collettivo che gestisce il sito
  • La produzione di vademecum e istruzioni all’uso utili per lavoratori interessati.



farc demIl fondatore della guerriglia colombiana,ora come partito, esprime aneliti di conquista politica.

 

La maggiore e più lunga guerriglia dell’America Latina há deciso di optare per la via politica. In un congresso che ha riunito, in settembre a Bogoià, 1.275 delegati, dopo più di 53 anni di lotta contro governi repressori, le Forças Armadas Revolucionarias da Colômbia – Exercito do Povo (Farc EP),(le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del Popolo (Farc-EP) hanno deciso di deporre le armi, ma non le idee. “Continueremo ad essere tanto rivoluzionari quanto i marquetaliani. Ricorreremo alle bandeire bolivariane e alle tradizioni libertarie del nostro popolo. Nella lotta per il potere condurremo la Colombia all’esercizio pieno della sua sovranità”, affermò l’ex comandante in capo della guerriglia ed ora presidente del nuovo partito,Timoléon Jiménez, il Timochenko della guerriglia, nel suo discorso per un pubblico che ha riempito la piazza principale della capitale colombiana nel primo giorno di settembre.

I marquetaliani, a cui si riferisce Timochenko, sono i 48 contadini, 46 uomini e 2 donne, che affrontarono una truppa di 16.000 soldati dell’Esercito mandati dal governo dell’allora presidente conservatore Guilherno Léon Valencia, con l’appoggio degli USA e dell’estrema destra colombiana, per decimarli.

migranti franceLa Francia della solidarietà entra in resistenza denunciando che l'accoglienza fatta ai rifugiati è “indegna e irresponsabile”. Lo stato d'esasperazione e indignazione è al massimo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è una circolare del ministero dell'interno del 12 Dicembre ) che, di fatto, nega il diritto di rifugio ai senza permesso. Per rifugio si intende, letteralmente, un tetto sotto cui dormire. La circolare autorizza “equipes mobili” costituite da agenti della prefettura e dell'ufficio dell'immigrazione ad entrare nei centri di raccolta urgente per verificare la situazione amministrativa delle persone.

Chi è senza documenti deve essere sloggiato.

I prefetti in tutta la Francia sono sotto pressione del governo per “agire rapidamente sui tempi d'espulsione, ritmi d'espulsione, per “ fare un bilancio nel Febbraio 2018 della lotta contro l'immigrazione irregolare” ( circolare 20 Novembre ). Da notare il linguaggio.

L'ampiezza della mobilitazione è inedita. Da molti anni non si vedeva un così alto numero di associazioni nazionali e reti locali mobilitarsi e, soprattutto, a costruire un coordinamento per parlare con una sola voce.

farc 0L’ex guerriglia ufficializza l’entrata nello scenario politico come nuovo partito colombiano e dibatte sul cammino da percorrere

Sono stati 53 anni di clandestinità. Nell’ultima settimana di agosto Bogotà è stata palcoscenico di incontri e momenti storici. La capitale colombiana ha accolto il primo congresso del nuovo partito nato dopo la consegna delle armi da parte delle Forças Armadas Revolucionárias da Colombia (FARC). Piú di 1.200 delegati di tutto il paese, tra civili e ex guerriglieri, hanno deciso che, a partire dal momento della legalità, il movimento passa ad essere chiamato Força Alternativa Revolucionária do Comum (Forza Alternativa Rivoluzionaria della Comunitá), mantenendo così la sigla originale di FARC.

Il símbolo, scelto elettoralmente, è uma rosa rossa che si congiunge alla sigla scritta in verde. “Volevamo trovare un símbolo che fosse conosciuto da tutto ilmondo, che si trovasse dappertutto e vogliamo che sai associato a noi. Che quando si vede una rosa rossa, si veda le FARC. La rosa da un messaggio molto positivo, è bella, vuol dire amore, amicizia, braccia aperte. Vogliamo che questo nuovo partito accolga tutti i colombiani che vogliono un cambiamento”, afferma l’ex comandante guerrigliero Iván Márquezche che ha coordinato i dialoghi di pace e adesso riprende il suo nome di battesimo, Luciano Marín.

autopsy dempartyUn recente documento offre una bruciante autopsia delle elezioni 2016 – e propone un percorso per la riscossa.

 

Il Partito Democratico ha perso praticamente tutto il perdibile nel 2016, ma finora ha fornito solo espressioni di rammarico evasive e deboli scuse. Invece di prendere atto del pesante fallimento e dei madornali errori, i leaders del partito e i professionisti delle campagne elettorali si sono crogiolati in atteggiamenti di autocommiserazione e di sussiegosa indignazione. I veri colpevoli, hanno insistito, sono stati i vili Russi e l’odioso Donald Trump, che in combutta hanno violato il santuario della democrazia Americana e manomesso i risultati elettorali. Le indagini ufficiali sono tuttora in corso.

 

Mentre il paese attende il verdetto, una critica diversa e piuttosto provocatoria è stata formulata da un gruppo di attivisti orientati a sinistra, che indicano nello stesso Partito Democratico il responsabile di questa sconfitta epica. Il loro documento di 34 pagine “Un’autopsia: la crisi del partito Democratico” (https://democraticautopsy.org/) va letto più come una lucida messa in stato di accusa che come una diagnosi post-mortem.

varoufakis europeIl professore è uno scrittore prolifico. Oltre a testi e saggi di economia ,analisi politiche, pubblica anche riflessioni personali : “ pensieri di un marxista immaginario”, “ l'economia insegnata a mia figlia”. L'ultima in ordine di tempo è un diario sulla sua esperienza di ministro nel confronto con le istituzioni della “troika”, EU, IMF, Banca Europea in riunioni incontri, pour parler, dichiarazioni, etc.. Incontrò anche Matteo Renzi che pensò bene, dopo le sue dimissioni,di aprire un consiglio dei ministri italiano con un poco educato, “abbiamo fatto fuori questo Varoufakis”.

Yanis Varoufakis, professore d'economia alla università del Texas ,è stato il ministro delle finanze del governo greco nella trattativa sul debito con l'UE. Sei mesi drammatici. La conclusione è nota. La UE impose alla Grecia l'accettazione delle sue condizioni riassumibili in “ più austerità “. Varufakis , messo in minoranza nella direzione del Partito Siriza si dimise. Oggi è tra i promotori di un movimento europeo DEM25.

La memoria è titolata “adulti nella stanza”. Un titolo un po' criptico. Chi sono gli adulti e quale la stanza ? La risposta è semplice. In una sua critica a eterodossi oppositori del piano prestito greco Martine Lagarde, presidente del FMI parlò di “ ragazzini nella stanza”. Era parte dell'attacco mediatico a Varufakis e i suoi collaboratori e sostenitori. Rafforzava un immagine fatta di incompetenza, superficialità ed esibizionismo.

ghostw1PER IL LAVORO – a cura del gruppo torinese di Alleanza popolare

Alleanza popolare è stata una esperienza molto interessante per la partecipazione di esperienze, competenze ed idee personali sul tema del rapporto tra lavoro e diseguaglianza. Ora, sembra, che la parola passi alla politica, ai suoi linguaggi ed ai suoi modi di ordinare le relazioni tra le persone.

Vedremo se sarà possibile continuare l’approfondimento dei temi.

Le indicazioni e le proposte qui contenute sono il risultato di un primo dibattito tra i partecipanti alla commissione di lavoro: esse non vanno intese come programma per la prossima scadenza elettorale e neanche come programma di governo per una futuribile coalizione di sinistra o di centro sinistra.

rosatellum7

 

Mi ritrovo dall'altra parte della barricata, per le stesse ragioni che il 4 dicembre 2016 mi avevano convinto a votare NO al referendum costituzionale. Le mie scelte politiche dipendono dalla qualità della democrazia, dai valori che incarna.

La riforma elettorale, che porta il nome dell'on. Rosato, e l'accordo con Berlusconi e Salvini che dovrebbe garantirne l'approvazione, sono considerate dal PD una scelta imposta dalle circostanze, per non restare imprigionati da due diverse leggi - sopravvissute ai tagli della Consulta - che non garantirebbero la governabilità, ma anche l'ultima spiaggia contro un populismo che minaccia la vita della democrazia rappresentativa.

In realtà chi avanza queste giustificazioni avrebbe potuto proporre una legge migliore e avrebbe dovuto realizzare una maggioranza parlamentare diversa, di centrosinistra, invece di alimentare il sospetto che la scissione del PD fosse inevitabile, finendo così per favorirla.  Il Rosatellum permette ai vertici dei partiti di “nominare” la maggior parte dei parlamentari, e chi ha sottoscritto un accordo elettorale con la destra, anche secondo Rosy Bindi pensa di “recidere” le radici dell'Ulivo, e di dare un'altro orientamento alla politica, con il “partito dell'uomo solo al comando”.

palazzo invernoE’ sconcertante il silenzio politico che avvolge questo centenario della Rivoluzione d’Ottobre: nel nostro paese solo mostre fotografiche, convegni accademici e servizi giornalistici si sono occupati di un tema così importante.

L’unica eccezione politica è stata ancora peggiore del silenzio: il senatore Mario Tronti dagli scranni parlamentari del PD, durante la discussione sul cosiddetto Rosatellum (!), ha, infatti, tenuto un discorso sulla Rivoluzione Bolscevica, quasi scusandosi con gli altri senatori per aver voluto trattare, a puro titolo commemorativo, un argomento del genere (il testo dell’intervento è stato pubblicato da Il manifesto il 25 ottobre 2017)

Cosa direbbe Lenin, duro critico del cretinismo parlamentare, nel sapere che in uno squalificato parlamento eletto con una legge incostituzionale e formato da nominati e trasformisti di tutti i generi, un ex comunista (?) ha tenuto un timido e quasi imbarazzato intervento di commemorazione della più importante rivoluzione politica e sociale del XX secolo ?

orariolavoro

 

Jörg Hofmann, il nuovo segretario generale del sindacato tedesco IG Metall ha affermato nella sua relazione congressuale che bisogna “lavorare attorno all'orologio e sul recupero dei week-end per un ammorbidimento dei confini tra vita professionale e privata. I dipendenti vogliono un buon lavoro e orari di lavoro che possono essere pianificati e che possono influenzare ancora di più una buona vita e un tempo liberato socialmente e individualmente apprezzabile. Oltre alle soluzioni operative, dobbiamo creare contratti collettivi che si adattano alle esigenze della gente". 

 

Secondo la piattaforma contrattuale in discussione tra i metalmeccanici tedeschi, nascerebbe già dal 2018 il diritto di abbreviare l'orario di lavoro per un periodo limitato, ad esempio fino a 28 ore, ma con diritto di ritorno alla settimana di 35 ore. Per i dipendenti con bambini di età inferiore ai 14 anni o con i parenti con cura, questo deve essere collegato a un regime di indennizzo in modo che tutti possano permettere tempi di lavoro più brevi a prescindere dal loro reddito. 

yazidiL'articolo di Stabile sulla Stampa descrive bene la situazione nella capitale del Kurdistan irakeno e i pericoli che si profilano dopo il referendum per l'indipendenza del 25 Settembre. Forse un accento sulle grandi manifestazioni che hanno segnato la campagna per il si, dimostrazione della volontà e fierezza kurda per la realizzazione di un sogno antico, sarebbe stato opportuno per cogliere il clima. L' intervista a Barzani , se esprime con chiarezza le ragioni e le preoccupazioni del vecchio leader 'danno però una lettura della situazione molto di parte.

Mancano punti importanti, le prevedibili difficoltà non sono solo quelle elencate , isolamento, Iran, governo centrale a Baghdad etc. A queste ne vanno aggiunte altre che riguardano la composizione sociale ed etnica del Kurdistan irakeno, la situazione politica interna. In Kurdistan, nel territorio amministrato dall'alleanza di governo da due partiti , guidato dal largamente maggioritario KDP, il partito di Barzani , sono presenti diverse minoranze etnico-religiose: gli Yazidi, divenuti noti per il terribile tentativo di genocidio da parte dell'ISIS, i Turcomanni eredi dell'impero ottomano, gli Shabak, i Katai.

germania32Sono «orgogliosi dei soldati hitleriani». Indulgenti con Breivik. Contro «il mito dell'Olocausto». Vorrebbero «sparare ai migranti» e «ritornare ai confini del 1937». Profilo degli eletti revisionisti dell'estrema destra.

 

I contestatori in piazza a Francoforte e a Berlino, davanti al locali del party elettorale di Alternative für Deutschland (AfD) in Alexanderplatz, a gridare «nazi raus», «fuori i nazisti», all'uscita degli exit poll delle Legislative tedesche del 24 settembre 2017 non avevano in mano la lista dei deputati di estrema destra entrati al Bundestag per la prima volta dal 1945. Ma il sentore che più di uno dell'ala più radicale - e maggioritaria - del partito euroscettico e xenofobo, fondato nel 2013, avesse conquistato uno scranno era più che fondato. Anche perché il co-leader (insieme ad Alice Weidel) di AfD Alexander Gauland, ex dei cristiano-democratici (Cdu-Csu) di Angela Merkel come altri falchi del movimento, era un candidato di punta e guida la corrente più a destra.

Oltre a Gauland che esorta a essere orgogliosi delle «prestazioni dei soldati della Wehrmacht nella Prima e nella Seconda guerra mondiale», tra i 93 titolari dei seggi AfD (il 94esimo dell'ex presidente Frauke Petry fuoriuscita per il «troppo estremismo» è tra gli indipendenti) figurano almeno altri due neo deputati di peso, famosi per aver espresso o appoggiato posizioni ancora più revisioniste sul nazismo, negazioniste dell'Olocausto.