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  • La produzione di vademecum e istruzioni all’uso utili per lavoratori interessati.



farc demIl fondatore della guerriglia colombiana,ora come partito, esprime aneliti di conquista politica.

 

La maggiore e più lunga guerriglia dell’America Latina há deciso di optare per la via politica. In un congresso che ha riunito, in settembre a Bogoià, 1.275 delegati, dopo più di 53 anni di lotta contro governi repressori, le Forças Armadas Revolucionarias da Colômbia – Exercito do Povo (Farc EP),(le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del Popolo (Farc-EP) hanno deciso di deporre le armi, ma non le idee. “Continueremo ad essere tanto rivoluzionari quanto i marquetaliani. Ricorreremo alle bandeire bolivariane e alle tradizioni libertarie del nostro popolo. Nella lotta per il potere condurremo la Colombia all’esercizio pieno della sua sovranità”, affermò l’ex comandante in capo della guerriglia ed ora presidente del nuovo partito,Timoléon Jiménez, il Timochenko della guerriglia, nel suo discorso per un pubblico che ha riempito la piazza principale della capitale colombiana nel primo giorno di settembre.

I marquetaliani, a cui si riferisce Timochenko, sono i 48 contadini, 46 uomini e 2 donne, che affrontarono una truppa di 16.000 soldati dell’Esercito mandati dal governo dell’allora presidente conservatore Guilherno Léon Valencia, con l’appoggio degli USA e dell’estrema destra colombiana, per decimarli.

Temevano che la regione potesse trasformarsi in un focolaio guerrigliero e che si compisse una rivoluzione come quella cubana. La lotta di Davide contro Golia fini per diventare uma esperienza di resistenza di popolo, la più durevole della America Latina. Nella battaglia del 27 marzo 1964, in Marquetália, nacque la guerriglia che durerà più di cinque decadi e che arriverà a controllare circa 40% del território colombiano.

 

La maggioranza dei marquetaliani fondatori delle Farc è deceduta. Rimangono appena 2 sopravvissuti. Caros Amigos ha conversato con il più vecchio di loro, Miguel Angel Pascuas, il sergente Pascuas, come era conosciuto nella guerriglia.

 

Un signore di capelli bianchi e di voce calma, oggi con 76 anni, che ha sfidato le forze di sicurezza del regime per decenni da cima a fondo, affrontandoli con il fucile in mano sino alla firma del processo di pace in settembre dello scorso anno, dopo intensi negoziati tra guerriglieri e governo in Avana a Cuba: “Ho continuato ad impugnare il fucile, perché in guerriglia avevamo bisogno del fucile per difenderci dalla truppa che ci attaccava e ci bombardava”, afferma con convinzione.

Nome temuto per i successivi governi appoggiati dagli statunitensi, ebbe la sua testa in premio molte volte. Gli USA arrivarono ad offrire recompense milionarie per qualsiasi denuncia portasse alla sua cattura, non è mai stato denunciato da nessuno. “Avevamo l’appoggio della popolazione”, afferma com un largo sorriso in volto. Pascuas afferma con orgoglio che è comunista e che la sua lotta fu sempre la lotta per migliori condizioni di vita per i contadini e i lavoratori. Non há mai avuto una casa. In montagna, i guerriglieri vivevano in baracche di tela di plastica, non avevano materassi. L’única protezione per impedire il contatto com il suolo erano i vestiti e a volte foglie di alberi che erano collocate per terra affinché il freddo non penetrasse nel loro corpo: “dovevamo sopportare clima differenti: neve, molto freddo, moltissimo calore, ... dovevamo sopportare tutto questo, per protergerci. Quando eravamo in cima alla montagna (più isolati) facevamo una protezione di legno, ma quando stavamo solo di passaggio, per due o tre giorni, dormivamo per terra. Questa è sempre stata la mia vita”. Per proteggere la sicurezza dei contadini non dormivano mai nelle loro case: “se l’esercito avesse scoperto che avevamo dormito in alcune di queste case, mitragliavano tutta la famiglia”.

 

Il comandante ricorda la routine nella guerriglia: “Ci alzavamo molto presto, perché alle cinque del mattino dovevamo già essere pronti a difenderci se l’Esercito arrivava per attaccarci. Non potevamo usare lanterne la notte né lasciare che il vapore delle pentole si propagasse con il rischio di essere scoperti”.

Dribblare le sofisticazioni tecnologiche usate dalle forze di repressione fu sempre una delle preoccupazioni dei guerriglieri.. Lui possedeva un cellulare, ma per comunicare con altri comandanti e depistare la forze di sicurezza regolari, andava 15 minuti nella foresta solo per il tempo di parlare con i compagni. Dopo la conversazione chiudeva l’apparecchio e ritornava alla base dove c’erano la maggioranza dei guerriglieri: “Alcuni minuti dopo, bombe (lanciate dalla Forza Aerea) cadevano sopra il locale da dove avevo telefonato”.

 

La vita non era facile per i guerriglieri: ”Abbiamo avuto epoche molto dure, molto difficili. Abbiamo dovuto sopportare la fame, molta fame”. Lui èriuscito ad incontrare sua moglie solo um mese prima dell’inizio del Congresso delle Farc, dopo essere rimasto anni lontano da lei. Ammalata, la sua compagna aveva dovuto abbandonare la guerriglia per curarsi. Lui ha continuato a lottare. Soddisfatto, con il risultato del congresso che há trasformato le Farc in partito politico, rivela quello che pretende per il suo futuro: “Non voglio diventare sindaco, nemmeno senatore, né deputato, né niente. Voglio ritornare nel campo, tranquillo e conversare con il popolo. Desidero parlare con gli indigeni, con i negri, con i contadini, fare lavoro di base insiema al popolo”. La lotta di Pascuas è sempre stata combattere per la dignità dei più poveri, per questo l’appoggio dato alla guerriglia dai più miserabili era assoluta.

 

Il suo interesse per la lotta incominciò già da bambino. A 12 anni, e ancora senza saper leggere, há preso coscienza da che lato doveva collocarsi nella trincea: “Il latifondo perseguiva i contadini per impadronirsi della loro terra. In quel tempo c’era molta violenza. La Polizia e l’Esercito occupavano le scuole. Tutto era trasformato in caserma. I contadini non avevano locali dove studiare. Per questo, io non studiavo”, afferma, riferendosi alle difficoltà vissute dai bambini e adolescenti contadini. La vicinanza con un padre progressista e sucessivamente con il Partito Comunista ha permesso di sviluppare una coscienza politica ad un bambimo che si trasformerà in uno dei fondatori e uno dei comandanti della più importante guerriglia del continente.

Prima di prendere le armi, inizialmente egli tentò di realizare un lavoro di base insieme ai contadini. Ma nemmeno questo era permesso dai governi di destra. Qualsiasi tentativo di organizzazione del popolo era visto come una forte minaccia all’ordine e combattuta dalle forze di repressione del governo con mano di ferro. Clandestino, il Partito Comunista cominciò ad orientare i contadini ad organizzare la propria autodifesa: “Noi abbiamo sempre tentato la via politica, ma il governo non l’há mai accettata. Abbiamo dovuto armarci per affrontare la repressione che ci uccideva”, rivela.

 

Egli ricorda che decenni prima della fondazione delle Farc esistevano due guerriglie in Colombia che combattevano la violenza della stato. Una di stampo liberale e l’altra comunista, embrione di quella che diventeranno le Farc. Ambedue furono fortemente represse dal regime. E la Chiesa Cattolica ha avuto un ruolo importante nella repressione contro i guerriglieri. I sacerdoti garantivano indulgenze ai fedeli che perseguitavano questi combattenti. Il padre guerrigliero Olivério Medina, una specie di ambasciatore delle Farc in Brasile, racconta che sacerdoti colombiani conservatori incentivavano i fedeli a catturare contadinil liberali e comunisti per tagliar loro l’orecchio sinistro. Alla domenica, prima della messa, questi fedeli consegnavano le membra tagliate ai sacerdote.”consegnavano le orecchie dicendo che desideravano ricevere le indulgenze promesse dalla Chiesa per il servizio prestato”.

 

Parallelamente alla repressione delle forze di sicurezza, l’estrema destra ha cominciato ad usare altre armi nel campo ideologico. Incominciarono a diffondere campagne diffamatorie contro i combattenti, che erano illustrati come pericolosi terroristi che dovevano essere sterminati. Più avanti, nuove acuse furono aggiunte agli attacchi abituali per abbattere le Farc. Oltre a terroristi, i guerriglieri furono anche chiamati narcotraficanti. Nelle aree rurali questo discorso no attecchì, ma nelle città si. E la guerra alla droga finì per servire di pretesto per intensificare la repressione alla guerriglia: “La propaganda del governo voleva gettare la popolazione contro di noi. Per questo, ci chiamavano di terroristi, narcotraficanti, banditi”, spiega Pascuas.

APPOGGIO POPOLARE

I forti legami di solidarietà e il radicamento della guerriglia tra i contadini sono stati decisivi e fondamentali per che le Farc godessero sucesso per tanti anni. Approssimatamente 90% dei suoi componenti erano contadini. Nel campo le Farc furono sempre rispettate e appoggiate giustamente per essere una guerriglia nata nel grembo rurale. Una guerriglia essenzialmente contadina che si è organizzata per lottare contro le forze di repressione che li cacciava dalle loro terre e da una vita dignitosa. È stata questa organicità e complicità tra i suoi membri e sostenitori che ha garantito che la guerriglia sopravvivesse per più di cinque decadi. E questo marchio è espresso, inclusivamente, nel nome della nuova forza politica.

 

Il più giovane partito colombiano che diventa Forza Alternativa Rivoluzionaria della Comunità, oltre a preservar il marchio e il suo carattere rivoluzionario, fa anche questione di aggregare l’azione colletiva del popolo al suo nome: “Il significato dd Comunità può non essere molto chiaro per gli altri popoli, ma in Colombia ha una grande tradizione. Peché la prima grande rivoluzione nel nostro paese, in 1781, fu fatta dai comunheiros (popolazione che realizzava tutte le attività di forma coletiva). E noi riscattiamo questa storia per agregarla al nostro marchio, con il suo approdo rivoluzionario”, spiega Rodrigo Granda, conosciuto nella guerriglia come Ricardo Téllez, uno degli ex comandanti delle Farc responsabile per l’accordo di pace e dirigente della segreteria dele relazioni internazionali del nuovo partito.

 

Le Farc hanno una origine salda in questo carattere coletivo di lotta. Per questo, i contadini di Marquetalia, spaventavano tanto il governo, che vedeva l’esperimento come uma repubblica comunista che si doveva schiacchiare. Oltre ai 16.000 soldati fortemente armati sparsi per l’area, localizzata nella regione centrale del território colombiano, per reprimere 48 contadini che portavano machete e fucili da caccia.

 

Il governo ha anche usato l’arma batteriologica contro la popolazione. I guerriglieri riferirono che l’Esercito li attaccava con batteri che infiammavano i talloni. Ci sono anche testimonianze che segnalano anche bombardamenti com napalm: “Il governo voleva ammazzarci perche eravamo comunisti . E giustificava questi attacchi dicendo che era necessario schiacciare Marquetalia. Ma noi solo stavamo rivendicando che ci fossero date le condizioni per sviluppare la nostra agricoltura”, recorda Pascuas.

La gigantesca sproporzione dell’attacco delle forze repressive ai contadini si concluse con un effetto contrario a quello preteso dal governo. Invece di isolarli, produsse solidarietà della maggior parte dei contadini con la guerriglia. C’era un sentimento di appartenenza alla lotta dei marquetaliani perché la lotta per garantire la terra per piantare, raccogliere e anche per una vita degna erano i desideri della maggioranza dei contidini colombiani.

Un‘altra azione dell’Esercito, che fu come un tiro nel piede, è successa con la persecuzione implacabile ai combattenti, che erano obligati a emigrare constantemente per altre regioni. L’azione repressiva cessò perché diventava un modo di propagandare le azioni delle Farc fuori dei confini di Marquetalia, era una specie di lievito per la lotta della guerriglia. “Eravamo 48 quando ci attaccarono in Marquetalia e siamo diventati rapidamente 155, e dopo non ci fermammo mai di crescere. La persecuzione ci fece crescere constantemente. Ci siamo espansi verso Cauca, Tolima, Huíla, Antioqui.”... afferma citando alcune delle regioni dove la Farc avevano forte presenza. “È stato grazie ai nostri differenti dislocamenti che la guerriglia si è formata e siamo diventati forti nella lotta contro il governo”, comemora. Ma questa espansione è sempre stata caratterizzata dalla solida formazione politica che la guerriglia dava ai suoi combattenti. Già nella decade di 1960, durante gli attacchi del governo, i marquetaliani distribuirono ai contadini un documento con il loro programma per l’agricoltura. “Non bastava lottare, era necessario mostrare perche si lottava”, spiega Olivério Medina, che participò nella formazione politica dei guerriglieri. Nel suo auge, le Farc riuscirono a riunire approssimativamente 25.000 combattenti effettivi; il 40% erano donne, e molte in posti di comando.

LOTTA POLITICA

Adesso, con l’uscita dalla clandestinità dopo più di 53 anni di oscuramento da parte dei succesivi governi, gli ex guerriglieri potranno manifestare liberamente le loro idee alla società. Fare dibattito in campo politico è stato sempre l’obbiettivo delle Farc; secondo il comandante Pascuas : “ è stato il governo che ci há spinti alla guerriglia, quando há incominciato ad ammazzarci. Per noi la lotta politica è sempre stata molto importante. Sono felice perche ora possiamo incominciare ad esercitare questo diritto. La politica delle Farc è sempre stata quella di fare cose buone per il popolo. E il governo deve riconoscere che c’è fame e miseria nel nostro paese. Malgrado la Colombia sia un paese ricco, la riccheezza è concentrata nelle mani di pochi. Dobbiamo organizzare politicamente il popolo. Mi sento felice di poter parlare liberamente, perché parlando liberamente possiamo garantire i cambiamenti. Per questo, vogliamo organizzare il popolo politicamente.”, afferma Pascuas mentre gli brillano gli occhi.

 

Anche il dirigente Granda enfatizza che la lotta fuori dalla clandestinità sempre fece parte dell’orrizonte politico delle Farc: “La nostra prima azione sarà coscientizzare il popolo, i contadini, la classe lavoratrice, gli studenti, i movimenti social e popolari.Lavoreremo con la chiesa, con i partiti politici. Faremo una politica internazionale di rispetto alla sovranità e integrità territoriale, alla non ingerenza sopra i popoli. La pace in Colombia rappresenta la pace per l’America Latina. Abbiamo conversato con la popolazione, spiegando le nostre proposte e abbiamo raccolto molto appoggio”.

Il lavoro di base incomincia a dare frutti. Inchieste indicano che è il partito che più è cresciuto da parte della pubblica opinione “Abbiamo già l’appoggio del 12% della popolazione, malgrado avessimo contro di noi, per anni di seguito, discorsi che ci dipingevano come terrorristi, come dispotici. Ma adesso che le persone ci stanno conoscendo e ci vedono da un’altra angolazione , constatano che non siamo niente di quello che l’estrema destra diceva di noi. Per questo, stiamo crescendo e cresceremo ancora di più. Il discorso del governo è fallito”, comemora. Così come Pascuas, egli da risalto al fatto che le Farc tentarono diverse volte stabilire un dialogo di pace, ma furono respinti dai successivi governi. Nel decennio del 1980 migliaia di simpatizzanti dei guerriglieri nelle città, furono giustiziati dalla repressione di destra, che fece una falsa promessa di pace per scoprirne l’identita per dopo ammazzarli. Approssimatamente 5.000 militanti della Unione Patriottica forono giustiziati dalle forze di repressione colombiane.

 

Per questo l’esecuzione dell’accordo di pace nella pratica quotidiana è tanto importante per che gli ex guerriglieri possano sentirsi sicuri. Loro sanno che l’estrema destra, capeggiata dall’ex presidente Alvaro Uribe, vuole sabotare tutto questo proseguendo con tranelli lanciati contro tutte le proposte di pace presentate dalla guerriglia sino ad ora . “C’è sempre un sospetto, perché hanno già rotto altri accordi in passato”, recorda il più antico dei guerriglieri: “abbiamo alcune esperienze, come la morte di Charro Negro (uno dei dirigenti guerriglieri giustiziato in una imboscata quando tentava di costruire la pace). Adesso vedremo...”, afferma il fondatore delle Farc, com um misto di speranza e di cautela. “L’estrema destra ci odia, ci detesta e sempre si protegge nella oscurità e in gruppi fascisti che in qualsiasi momento possono fare pazzie contro di noi. Siamo coscienti di questo. Ma stiamo prendendo una serie di misure ed anche il governo lo fa. Il più importante di tutto questo è stata la considerazione e l’affetto delle persone verso di noi e il modo sincero con il quale abbiamo detto no a questa guerra. Guerra nella quale siamo stati obligati ad entrare e che diciamo che vogliamo non si ripeta mai più. È necessário ritirare le armi dalla politica. Questo è valido in primo luogo per lo Stato colombiano, per i gruppi paramilitari e parte importante delle forze armate , che è reazionaria, arretrata e che ha in testa in una dottrina della sicurezza nazionale che ci vede ancora come nemici”, enfatizza Granda.

Le Farc sanno che c‘è un lungo cammino da percorrere verso il consolidamento del partito. Le difficoltà non sono mai state un impedimento per l’avanzata della lotta, che in questo caso conta con un importante alleato. L’appoggio internazionale dá una tutela affinché gli ex guerriglieri possano esercitare liberamente i loro diritti politici. Se prima i successivi governi di destra avevano l’imprimatur degli USA per reprinere i guerriglieri, adesso la Forza Alternativa Rivoluzionaria della Comunità conta con l’approvvazione di organismi internazionali per continuare nella vita politica. L‘accordo di pace costruito tra la guerriglia e il governo del presidente Juan Manuel Santos, che sigillò la deposizione delle armi da una parte e dall’altra, há avuto anche l’appoggio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). Persino paesi che non possiedono tradizioni in questa area, come la Norvegia che è firmataria del texto siglato, questa volta si è coinvolta per aiutare nella risoluzione del conflito. E questo appoggio internazionale è decisivo per mantenere fermi i paramilitari di destra se per caso decidessero attaccare gli ex guerriglieri.

Contiamo com l’appggio di organizzaziono internazionali come la Alba, Unasul, Conselho Mundial das Igrejas, Conselho Mundial da Paz, tra le altre. Perfino l’ONU è entrata, per la prima volta nella storia, per contribuire alla costruzione del nostro dialogo di pace. Siamo molto ottimisti”, racconta Granda.

 

Sin dalla sua fondazione, le Farc hanno capito che l’appoggio Internazionale era um elemento fondamentale per l’avanzata della lotta. Già dagli anni 1960, diffusero um documento dove riferirono le agressioni imposta dal governo contro i contadini di Marquetalia. E riceverono diversi appoggida stanieri, tra cui quello dei filosofi grancesi Jean-Paul Sartre e Somine de Beauvoir, che inviarono uma lettera aperta al governo colombiano ripudiando la repressione e solidarizzandosi com i guerriglieri. Anche Granda ricorda la solidarietà ricevuta dai brasiliani che impedirono l’estradizione per la Colombia di Olivério Medina, su richiesta dell’ex presidente Alvaro Uribe.” Hanno impedito che si estradasse uma degli uomini più rispettato e internazionalista delle Farc”.

ROSA ROSSA

Persino la scelta della rosa rossa come simbolo del partito, con voto nel congresso che ha fondato la nuova forza politica ed ha eletto la sua direzione, ha um carattere internazionalista.

Volevamo trovare un simbolo che fosse conosciuto da tutto ilmondo, che si trovasse dappertutto e vogliamo che sia associato a noi. La rosa da un messaggio molto positivo, è bella, vuol dire amore, amicizia, braccia aperte. Vogliamo che questo nuovo partito accolga tutti i colombiani che vogliono un cambiamento”. Afferma l’ex comandante guerrigliero Iván Márquez che há coordinato i dialoghi di pace.

Vogliamo che quando le persone vedono uma rosa rossa, vedano le Farc”, disse.

 

 

Lúcia Rodrigues é giornalista e ha seguito il congresso delle Farc

Articolo pubblicato sa Caros Amigos

Dicembre 2017

 

 

tradotto da Gilberto Grasso