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GLI SCOPI DEL SITO

wc logoIl sito Workingclass intende essere uno strumento di studio e di ricerca sui temi del lavoro, delle sue condizioni, del suo senso oggi, delle prospettive di ricomposizione sociale, partecipazione e di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.

La struttura e, soprattutto, la documentazione attualmente presente è un punto di partenza, una sorta di cristallo di agglomerazione, che – se riuscirà a crescere – dovrebbe permettere:

  • Una circolazione di informazioni nella forma di documentazione e di commenti
  • Una organizzazione della documentazione tale da soddisfare uno studio sui temi trattati da parte di chiunque lo intenda fare e da parte del collettivo che gestisce il sito
  • La produzione di vademecum e istruzioni all’uso utili per lavoratori interessati.



migranti franceLa Francia della solidarietà entra in resistenza denunciando che l'accoglienza fatta ai rifugiati è “indegna e irresponsabile”. Lo stato d'esasperazione e indignazione è al massimo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è una circolare del ministero dell'interno del 12 Dicembre ) che, di fatto, nega il diritto di rifugio ai senza permesso. Per rifugio si intende, letteralmente, un tetto sotto cui dormire. La circolare autorizza “equipes mobili” costituite da agenti della prefettura e dell'ufficio dell'immigrazione ad entrare nei centri di raccolta urgente per verificare la situazione amministrativa delle persone.

Chi è senza documenti deve essere sloggiato.

I prefetti in tutta la Francia sono sotto pressione del governo per “agire rapidamente sui tempi d'espulsione, ritmi d'espulsione, per “ fare un bilancio nel Febbraio 2018 della lotta contro l'immigrazione irregolare” ( circolare 20 Novembre ). Da notare il linguaggio.

L'ampiezza della mobilitazione è inedita. Da molti anni non si vedeva un così alto numero di associazioni nazionali e reti locali mobilitarsi e, soprattutto, a costruire un coordinamento per parlare con una sola voce.

Il colpo d'avvio: nel weekend a Briancons e a Nevache, non molto lontani dalla frontiera italiana si sono riuniti i diversi gruppi della zona montagnosa. L'obiettivo è chiaro: far sentire la Francia delle solidarietà ,quella che si occupa quotidianamente dei migranti e premere sul governo per modifiche sostanziali al progetto di legge in preparazione al ministero degli interni, ove si annunciano contenuti inquietanti. Il collettivo “cittadini solidali della montagna” sta costituendo una rete “SOS Alpi solidali” sull'esempio di SOS Mediterraneo.

Le molte associazioni puntano all'organizzazione nella primavera degli “stati generali” sull'immigrazione. Verrà messo in piedi un sito , dove non solo si informerà sulle iniziative ma si darà la parola a migranti. Si prevede che saranno coinvolti in più di 1000 iniziative locali.

Non meno di 500 organizzazioni si ritrovano in questa iniziativa che ha la peculiarità di raggruppare associazioni e ong storiche ( amnesty international, Emmaus, il soccorso cattolico, medici del mondo, la Cimade,...), a reti locali in diversi dipartimenti.

Le prime , al di là della loro diversità, mettono al centro della loro iniziativa l'appello agli uomini della politica e l'aiuto sanitario e giuridico agli stranieri. Le seconde, in numero crescente dal 2015, coordinano volontari e agiscono direttamente sul terreno. “ Ad un governo che ci ignora noi diciamo che una altra politica è possibile”. Dichiara la presidente di CIMADE , associazione di solidarietà di Marsiglia, che gode di grande prestigio.

Anche la delegata generale di Emmaus constata “il rifiuto del governo a intendere la società civile. Siamo costernati e in collera di fronte ad un esecutivo che, con il consenso del presidente della Repubblica, prende una responsabilità storica nel maltrattamento dei migranti “.

Sul terreno il degrado delle condizioni d'accoglienza dei migranti è tale che volontari sono chiamati quotidianamente a mobilitarsi di fronte a rappresentanti dello stato incaricati d'applicare misure prese in alto loco. A Calais i migranti sono cacciati dai loro rifugi di fortuna senza alternative. A Parigi le tende sono lacerate.

In diverse prefetture si hanno lunghe file d'attesa lasciando centinaia di persone al freddo della strada. Nella Alpi le forze dell'ordine riconducono di notte adulti e minori alla frontiera italiana anche se non vi è possibilità di chiedere asilo. Persone solidali sono denunciate per illegalità.

Gli atti di resistenza in diversi luoghi sono iniziati da parecchio tempo. A Calais, diverse associazioni tra cui il Soccorso Cattolico, l'Albergo dei migranti, Salam Nord, Care hanno unito le loro forze per impedire la requisizione di rifugi dei migranti. Un grande cartello avvertiva che per i rifugiati costretti a dormire per strada “in caso di distruzione o confisca di materiale , ci riserviamo l'intera possibilità d'azione giuridica di denuncia”.

Le critiche delle associazioni sono unanimi. Non esitano più ad interpellare direttamente E. Macron, ricordandogli gli impegni dichiarati nella campagna elettorale. Nel corso della giornata internazionale sui diritti umani, il 10 Dicembre, Medici del mondo, ad esempio, hanno risposto in modo secco ad un tweet del presidente che si felicitava di fare delle libertà fondamentali la sua battaglia giorno per giorno. L'auto elogio è diffuso anche in Francia. Ma la risposta è stata netta “Al di là delle dichiarazioni e atteggiamenti voi organizzate la cernita tra i senza rifugio, perseguitate i migranti a Calais e altrove, mandate in giudizio cittadini solidali. Vi preparate ad aprire una breccia nel diritto d'asilo. Difficile celebrare questo giorno”.

Stessi toni da parte di Emmaus: “abbiamo ritenuto che vi fosse una diversità tra Emmanuel Macron e Gerard Colombe, (ministro degli interni). Abbiamo ormai capito che non è così: condividono ,con cinismo la stessa concezione. In nome della sicurezza si persegue una politica brutale nei confronti dei migranti”.

Infine un commento di Hind Meddeb, scrittrice stimata, tunisina: “Se le autorità continuano a considerare che i migranti non sono uomini, che sono potenziali terroristi e che maltrattandoli spariranno come per miracolo, allora si, la Francia diventerà una fabbrica di violenza”.

Dobbiamo assolutamente evitarlo

Abbiamo il coraggio di dirlo e agire in questo senso.

 

 

Toni Ferigo

26 dicembre 2017