farc 0L’ex guerriglia ufficializza l’entrata nello scenario politico come nuovo partito colombiano e dibatte sul cammino da percorrere

Sono stati 53 anni di clandestinità. Nell’ultima settimana di agosto Bogotà è stata palcoscenico di incontri e momenti storici. La capitale colombiana ha accolto il primo congresso del nuovo partito nato dopo la consegna delle armi da parte delle Forças Armadas Revolucionárias da Colombia (FARC). Piú di 1.200 delegati di tutto il paese, tra civili e ex guerriglieri, hanno deciso che, a partire dal momento della legalità, il movimento passa ad essere chiamato Força Alternativa Revolucionária do Comum (Forza Alternativa Rivoluzionaria della Comunitá), mantenendo così la sigla originale di FARC.

Il símbolo, scelto elettoralmente, è uma rosa rossa che si congiunge alla sigla scritta in verde. “Volevamo trovare un símbolo che fosse conosciuto da tutto ilmondo, che si trovasse dappertutto e vogliamo che sai associato a noi. Che quando si vede una rosa rossa, si veda le FARC. La rosa da un messaggio molto positivo, è bella, vuol dire amore, amicizia, braccia aperte. Vogliamo che questo nuovo partito accolga tutti i colombiani che vogliono un cambiamento”, afferma l’ex comandante guerrigliero Iván Márquezche che ha coordinato i dialoghi di pace e adesso riprende il suo nome di battesimo, Luciano Marín.

L’entrata della maggiore e piú antica guerriglia del paese nella lotta politica legale segna un momento storico per la sinistra della Colombia. Aiden Salgado, quilombola1 e membro della Coordenação Etnica Nacional de Paz (Cenpaz) – Coordinazione Etnica Nazionale di Pace –, sottolinea come risultato importante la diminuizione della violenza nei territori di comunità soprattutto contadine, indigene e quilombolas , che vivevano in mezzo ai conflitti delle Farc con l’Esercito e altri gruppi armati. “Per l’ambiente politico nazionale e instituzionale entra un nuovo attore che è compromesso com la lotta sociale, con le transformazioni reali per il paese, che si propone di imprimere una nuova dinâmica nel fare della politica colombiana.

 

Oltre ai guerriglieri, che operavano armati nelle Farc, i miliziani delle città e gli integrante dei loro bracci politici, come il Partito Comunista Colombiano Clandestino (PC3) e il Movimento Bolivariano per una Nuova Colombia (MBNC), che agivano nelle città e nei villaggi vivendo uma vita normale corredata da azioni clandestine, passano ad esercitare la politica di forma totalmente legale. I combattenti catturati e i civili presi per aver appoggiato la guerriglia incominciano ad essere liberati e si sommano anche al movimento. Una inchiesta interna alle Farc stima che, sommando queste persone, si dovrebbbe raggiungere circa 25.000 integranti.

 

 

PROSSIME ELEZIONI

Il nuovo partito parteciperà alle elezioni in 2018, contando com una mínima garanzia di 5 seggi alla Câmera e di altre 5 al Senato per le prossime 2 legislature, secondo il patto concluso durante i dialoghi di pace. Attualmente, in ogni sede legislativa ci sono 3 integranti civili del gruppo Vozes de Paz – Voci di Pace -, che con l’appoggio delle Farc seguono i lavori legislativi con diritto di parola ma non di voto. Altri 17 seggi saranno aggiunti per essere a disposizione dele vittime del conflito, che saranno candidati dalle organizzazioni della societa civile e non dai partiti politici: questo puo rafforzare maggiormente la rappresentanza del gruppo progressista.

 

Nelle ultime elezioni, il partito di sinistra che è riuscito ad eleggere più congressisti è stato il Polo Democratico, con 5 Senatori e 3 Deputati alla Camera. “Per la sinistra è un fatto trascendentale, si tratta della fine di un conflito armato e un passo per la democratizzazione del paese. Si incorpora un settore, che era stato marginalizzato dalla politica legale, attraverso um accordo di pace e con una soluzione di dialogo politico” disse Iván Cepeda, senatore del Polo e una delle più importante voci della sinistra colombiana. “Crediamo che le Farc porteranno un contributo ai processi di discussione, di lotta per la democrazia, per la uguaglianza sociale in Colombia e con la speranza di creare un dialogo con questa nuova formazione politica che permetta di raggiungere accordi nel futuro” è la sua considerazione finale.

 

Le Farc disputeranno le elezioni insieme algli altri sodalizi e anche se non riusciranno ad ottenere uma votazione sufficente, avranno i suoi dieci seggi garantiti. Mentre se la votazione sarà maggiore, il partito avrà tanti deputati e senatori quanti saranno i voti ricevuti per eleggerli. A partire dalla sua legalizzazione, l’organizzazione riceverà la quota del fondo partitario come tutti gli altri partiti.

 

I candidati non sono ancora stati definiti e l’incarico sarà svolto dal Conselho Nacional dos Comuns, la cui formazione è stata eletta durante il congresso, con 111 integranti, incluse 26 donne e 10 civili di organizzazioni vicine al nuovo partito. È questo plenario che deciderà chi saranno i candidati delle Farc in queste elezioni. Non si sa ancora se il partito privilegierà nuove figure o antichi combattenti, anche se alcune voci hanno fatto capire che c’è l’intenzione di ricercare rappresentatività in diversità di genere, età e etnia.

 

 

CARATTERISTICHE

Nella dichiarazione politica del congresso dele Farc, il movimento informa che il fatto di essere diventata esclusivamente una organizzazione politica e di attuazione legale non significa rinunciare ai suoi fondamenti ideologici o a progetti di società. “Continueremo ad essere tanto rivoluzionari quanto i marquetalianos2 (i fondadatori delle Farc), persisteremo nel riunire le bandiere bolivariane e le tradizioni libertarie del nostro popolo per lottare per il potere e condurre la Colombia all’esercizio pieno della sua sovranità nazionale, e a far entrare in vigore la sovranità popolare. Continueremo a lottare per l’insediamento di um regime politico democratico che garantisca la pace con giustizia sociale, il rispetto dei diritti umani e uno sviluppo economico con il benessere per tutti quelli, come noi, che vivono in Colombia”.

 

Attraverso il congresso,dalle interviste e dalle conferme pubbliche, si sta profilando um partito che manterrá una linea critica alle oligarchie, appoggerà le maggioranze sociali escluse ma, tuttavia, cercherà un discorso esterno mitigato, più oggettivo che ideológico, per dialogare con la maggior parte possibile del tessuto sociale, rispondendo ai problemi e alle preoccupazioni che colpiscono la vita della popolazione. “Dobbiamo prendere realmente coscienza dell’ampiezza con la quale dobbiamo dirigersi alla nazione, senza dogmi né settarismi, al di fuori di tutte le ostentazioni ideologiche, con proposte chiare e semplici”, há detto Rodrigo Londdoño, il Timotchenko, come si chiamava quando era il comandante in capo del movimento armato.

 

Il senatore Cepeda ricorda che, finché c’era la guerriglia, sono state decadi di lotta per la giustizia nei campi, che há permesso di sviluppare esperienze con le organizzazioni e le comunità rurali, di modo che, crede, il nuovo partito possa portare proposte solide che aiutino a risolvere la povertà e i problemi del mondo rurale colombiano.

 

Aiden Salgado considera che la principale base sociale del nuovo partito deve, giustamente, essere quella contadina. Pensa che potrebbe anche includere: persone della città stanche di “politicaggine”, che vedono il nuovo partito come alternativa, intellettuali critici, sindacati e anche gruppi etnici, femministe, LGBTs che non si vedono rappresentati nelle attuali istituzioni.

 

Specialmente nelle città, una delle grandi sfide è superareil marchio infamante creato contro il movimento a causa della sua esperienza armata e dalla construzione ideologica negativa manipolata dal governo e dalla stampa. Per il brasiliano residente in Colombia, João Gabriel Almeida, adesso integrante del partito Farc, la semplice convivenza ed il reinserimento degli antichi guerriglieri alla vita civile incomincia poco a poco a rompere il rigetto immediato della popolazione urbana.

 

È importante notare che, seguendo la tendenza mondiale , la Comlombia vive un momento di grave discredito nella politica, che è amplificato dagli scandali di corruzione: tema che potrà essere uno dei dibattiti principali delle prossime elezioni e potrebbero essere anche uno stimolo al nuovo partito affinché il nuovo attore politico può essere bem visto dalla popolazione.

 

Questo discredito della rappresentanza politica, si somma all’effetto delle politiche neoliberali sulla popolazione che soffre di condizioni di lavoro precarie e senza garanzie nei servizi pubblici e gratuiti, come la salute e l’educazione. “Tutto questa genera uno scenario in cui molte persone hanno dimonstrato uma disposizione a perdonare gli equivoci, che si sono creati sulle Farc, malgrado esse proponessero um progetto alternativo di paese”, disse Almeida, ricordando che la Colombia non ha mai avuto un governo nazionale di sinistra, e quando fu possibile presentare candidature popolari forti, queste sono state letteralmente sterminate con l’assassinio di leader come Jorge Eliécer Gaitán (1948) o Carlos Pizarro (1990).

 

 

ESPERIENZE

Le esperienze anteriori non sono incorraggianti già che negli anni 1980, il tentativo delle Farc di formare un partitoUnião Patriótica (UP) – Unione Patriottica -, che iniziò con risultati inediti per la sinistra colombiana, terminò con un genocidio politico che portò all’estinzione del partito e l’assassinio più di 5.000 militanti, incluso senatori e candidati presidenziali, uccisi dai paramilitari e dai narcotrafficanti.

 

Altri movimenti sovversivi che avevano anche loro depositato le armi, non ebbero sucesso a lungo termine nella politica legale, come il caso del M-19, com il nome di Aliança Democratica M-19 giunse a diventare il secondo maggior settore nella Assemblea Nazionale Costituente de 1991,ma non riuscI a mantenere buoni risultati nelle elezioni seguenti e andò perdendo forza fino a quasi sparire. L’Exército Popular de Libertação, che ha mantenuto la sigla EPL nel passaggio alla vita civile diventando Esperança,Paz e Liberdade, fu anche lui vittima di violenze politiche che praticamente lo distrussero come movimento legalizzato.

 

La scelta di mantenere la sigla , così come hanno fatto i movementi sopra citati, há procurato alcune polemiche, tanto per la possibile valutazione negativa quanto per conto del rigetto che le Farc hanno soprattutto nelle grandi città. “Per qualcuno la sigla Farc si porta dietro uma carica negativa ma al tempo stesso rappresenta anche il nostro patrimonio storico, il nostro passato rivoluzionario che non si spegnerà. Noi andiamo soltanto a continuare il conflito, comunque su un’altro terreno, quella della via politica legalizzata”, afferma Luciano Marín.

Noi abbiamo un’altra carta da visita che è la nostra storia di più di mezzo secolo, dove abbiamo dato tutto, anche la vita, perche ci permetesse di aprire questo spazio attraverso il quale tutti possano passare”, há dichiarato Londoño, l’ex Timotchenko, nel primo discorso di un leader dele Farc in Plaza Bolivar, in Bogotà, che era strapiena contro l’atto culturale e di chiusura del congresso.

 

Questo contesto violento è la maggiore preoccupazione degli integranti del nuovo partito ed è stato l’argomento di grande importanza nei negoziati tra l’ancora guerriglia mediata dal governo Cubano, all’Avana. Solo la Marcha Patriótica, movimento politico e sociale di grande ampiezza e prossimo ideologicamente alle Farc, ha registrato 124 militanti assassinati nel decorso di 5 anni, dal 2011 al 2016. Lo smatellamento dei gruppi paramilitari è considerato fondamentale per permettere la conclusione del processo di pace e per la reinserzione degli antichi guerriglieri nella vita civile. Dal punto di vista legale è stata approvata una nuova legge mirata a fissare nella Costituzione l’interdizione del paramilitarismo. Tuttavia, le Farc sottolinenano che il governo non sta compiendo completamente i compromessi assunti negli accordi di pace.

 

 

COALIZIONE PER LA PACE

Nonostante che durante il congresso, Luciano Marín abbia dichiarato che “raggiungere il potere è il nostro desiderio e dichiarata aspirazione”, le Farc sembrano indicare cautela in questo primo momento. Le interviste, i discorsi e la dichiarazione finale indicano che l’organizzazione scomette nella necessità di avanzare per un governo di “transizione e riconcilazione nazionale, che permetta di adiempere gli accordi e chiudere il capitolo della violenza politica, aprendo cammini per l’approfondimento democrático”.

 

L’ex presidente della Colombia ed ex segretario generale della União das Nações Sul-Americanas (Unasur) – Unione dele Nazioni Sud Americane -, Ernesto Samper, è stato uno dei leader presenti al congresso per dialogare con il nuovo partito. Per lui, si apre un nuovo terreno per la politica colombiana, eliminando il pregiudizio che rendeva difficile il sucesso di candidati o politici di sinistra frequentemente accusati di agire in favore della guerriglia. Egli indica la possibilità che le Farc si stabilizzino come una specie di partito-movimento, che dialoga direttamente, rappresenti e inserisca le organizzazioni della società civile nella sua proposta, ripetendo la formula che ha aiutato governi progressisti a raggiungere il potere in paesi come il Brasile, la Bolivia e l’Ecuador, e così mostrando l’altra faccia alla popolazione screditata verso i partiti tradizionali. “È anche un momento che presenta i suoi pericoli, perche così come si riconfigurano le forze progressiste, egualmente si riconfiguirano le forze reazionarie, e oggi la destra colombiana è molto meglio organizzata che le forze progressiste”, afferma Samper, che è membro del Partido Liberal – Partito Liberale. “Una delle principali responsabilità del nuovo partito dovrà essere di capeggiare l’uniformità di un grande blocco progressista per la pace, nel quale militino tutti i tipi di persone che siano compromesse con il sostegno degli accordi di l’Avana, siano liberali, siano consevatori, siano comunisti; dobbiamo fare qualcosa di grande se vogliamo bloccare quelli che sono contro la pace”. Per lui, questo esige aver um programma e ”quale migliore programma se non quello che abbiamo firmato a l’Avana?”suggerisce.

 

Gli accordi di l’Avana rappresentano appena un inizio per la reincoporizzazione dei guerriglieri alla vita legale, ma anche prevede una serie di riforme in questioni chiave per il paese, sulle quali il governo ha dovuto rispondere e fare accordi con le Farc, come per esempio, una riforma rurale, nuova politica sulle droghe, democratizzazione dei media e giustizia per le vittime, tra gli altri argomenti.

 

Nel documento finale del congresso, letto da Londoño, le Farc riconoscono che la “pace raggiunta non è una pace perfetta, già che è stata contrattata, e nella contrattazione c’è sempre qualcosa da cedere. “È una pace fondata in accordi, a nostro giudizio minimi e basici per avanzare nel superarele cause di origine e che persistono dall’epoca del sollevamento armato. Affermiamo anche che abbiamo la chiarezza che le norme non conducono, per se stesse, all’adempimento degli accordi, pur provenienti da termini giuridici istituzionalipiù favorevoli. Ma la vera qualità degli impegni si riconoscerà nella capacità di mobilizzare, di lotta e di appoggio popolare,così come nella mostra propria azione politica”, enfatizza il documento.”Siamo appena a otto mesi dalla firma degli accordi, e intendiamo che la costruzione della pace dopo più di mezzo secolo di confronto non è qualcosa di facile, ma crediamo che il prossimo governo non può limitarsi exclusivamente all’adempimento degli accordi”, analizza l’ex comandante guerrigliero, Carlos Antonio Lozada, facendo osservare che l’adempimento degli accordi sarebbe già uma grande conquista, ma è necessário andare più avanti. “La vera costruzione della pace va oltre il silenzio dei fucili. La costruzione e consolidazione della pace ha tutto a che vedere nel cancellare le differenze tanto enorme che esistono a livello econômico, politico, sociale e culturale nel nostro paese, con la costruzione di una nuova cultura sotto il segno della convivenza democrática”.

 

La strategia proposta dalla guerriglia indica realmente l’apertura al dialogo per la formazione di una grande coalizione per difendere l’adempimento degli accordi di pace. Il partito Farchá ha espresso l’intenzione di dialogare ampiamente con tutti i settori sociali, incluso il suo arci-nemico, l’ex presidente Alvaro Uribe, che capeggiava l’opposizione agli accordi di pace insieme al sua partito, Centro Democratico, ed è posizionato alla estrema destra dello schieramento politico colombiano. Luciano Marín há anche invitato al dialogo Gentil Duarte, leader di un gruppo dissidente delle Farc che si è rifiutato di consegnare le armi.

 

Oltre a questo, l’antica guerriglia rinforza anche il suo totale appoggio al dialogo di pace tra il governo e l’Exercito de Libertação Nacional(ELN) – Esercito di Liberazione Nazionale - , che annunciarono il giorno 4 di settembre il primo cessate il fuoco bilaterale, che durerà almeno 102 giorni, a partire da l’inizio di ottobre. La firma di un acordo com l’ELN, che segue il cammino símile a quello delle Farc, oltre a superare effetivamente il confronto armato nella politica, collocherebbe un attore progressista in più nello scenario legale e istituzionale.

 

Nell’entrare nella vita civile, la prima sfida è di scacciare i fantasmi del passato e sopravvivere. Questo non dipende appena dalla buona volonta e determinazione degli integrantes del partito Farc, ma invece molto dall’azione decisa e effettiva del governo per garantire la sicurezza dei militanti del nuovo partito, smantellando i gruppi paramilitari esistenti.

 

A partire da qui , il campo progressista potrebbe avere molto a guadagnare com l’inserimento di nuove forze politiche legalizzate, non solo in Colombia, ma anche in America Latina, già che il paese è servito come modello tanto per le pratiche neoliberali, come militariste e intervenzioniste. “Siamo convinti che possiamo essere una opposizione democrática mentre la maggioranza della popolazione non crede in noi o in una alternativa reale di potere, senza avere la necessità di ricorrrere alle armi”, valuta il brasiliano del partito Farc, João Gabriel Almeida.

 

 

Vitor Taveira è giornalista.

L’articolo è stato pubblicato da Caros Amigos

Storica rivista brasiliana di sinistra

 

Traduzione di Gilberto Grasso

18 dicembre 2017

 

1) Quilombola da Quilombo: localita nascosta nella foresta dove trovavano rifugio gli schiavi negri fuggiti dalle fazendas.

2) Marquetalianos da Marquetália: località dove in una battaglia contro l’esercito regolare, 48 contadini (46 uomini e 2 donne) resisterono all’attacco e fondarono la guerriglia che è continuata per più di 53 anni.