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GLI SCOPI DEL SITO

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  • La produzione di vademecum e istruzioni all’uso utili per lavoratori interessati.



germania32Sono «orgogliosi dei soldati hitleriani». Indulgenti con Breivik. Contro «il mito dell'Olocausto». Vorrebbero «sparare ai migranti» e «ritornare ai confini del 1937». Profilo degli eletti revisionisti dell'estrema destra.

 

I contestatori in piazza a Francoforte e a Berlino, davanti al locali del party elettorale di Alternative für Deutschland (AfD) in Alexanderplatz, a gridare «nazi raus», «fuori i nazisti», all'uscita degli exit poll delle Legislative tedesche del 24 settembre 2017 non avevano in mano la lista dei deputati di estrema destra entrati al Bundestag per la prima volta dal 1945. Ma il sentore che più di uno dell'ala più radicale - e maggioritaria - del partito euroscettico e xenofobo, fondato nel 2013, avesse conquistato uno scranno era più che fondato. Anche perché il co-leader (insieme ad Alice Weidel) di AfD Alexander Gauland, ex dei cristiano-democratici (Cdu-Csu) di Angela Merkel come altri falchi del movimento, era un candidato di punta e guida la corrente più a destra.

Oltre a Gauland che esorta a essere orgogliosi delle «prestazioni dei soldati della Wehrmacht nella Prima e nella Seconda guerra mondiale», tra i 93 titolari dei seggi AfD (il 94esimo dell'ex presidente Frauke Petry fuoriuscita per il «troppo estremismo» è tra gli indipendenti) figurano almeno altri due neo deputati di peso, famosi per aver espresso o appoggiato posizioni ancora più revisioniste sul nazismo, negazioniste dell'Olocausto.

Diversi altri propugnano la linea borderline (creata e fatta ingrossare dalla stessa Petry), nazional-patriottica e xenofoba, una di loro è la nipote di un ministro del Terzo Reich. Solo una ristretta minoranza si limita all'euroscetticismo originario di AfD. Tant'è che, scrivono i commentatori in Germania, «l'antifascismo dovrà diventare una quotidianità».

 

Alexander Gauland, il capo degli estremisti

La bestia più nera di AfD, e probabile suo capo frazione al Bundestag, è il 76enne giurista, per 40 anni conservatore nelle file della Cdu, ex tedesco dell'Est Alexander Gauland. Figlio di un tenente poliziotto sassone, il leader di AfD, pubblicista e anche noto editore nonché titolare di diversi ruoli istituzionali durante il suo passato tra i cristiano-democratici, non ha mai rinnegato il suo credo militarista di bismarkiano di ferro. Anche se fino all'ingresso, da cofondatore, nel 2013 in AfD aveva mantenuto un'immagine integra.
Dalla scalata a presidente, e poi capo frazione nel Land regionale del Brandeburgo, dal 2016 i toni sono cambiati: Gauland ha esaltato più volte il ruolo dell'esercito tedesco anche durante il nazismo, chiesto lo «smaltimento» nelle loro terre d'origine di politici di origine straniera, preconizzato la «cacciata di Merkel dal governo». La co-leader Weidel è una sua discepola, ma soprattutto Gauland viene additato come il protettore degli esponenti più impresentabili di AfD come il frequentatore dei nazi rally Björn Höcke, mai cacciato dal partito. E anzi piazzati in cima alle liste ed eletti.

Jens Maier, revisionista del nazismo

A Höcke, che in un intervento pubblico del gennaio 2017 liquidò come opportuno per la Germania «cambiare politiche di 180 gradi sull'Olocausto», è molto vicino il controverso giudice di Dresda Jens Maier, al secondo posto del listino della Sassonia (dove AfD ha preso il 27%) ed entrato in parlamento come diversi altri magistrati e funzionari delle forze dell'ordine tedesche nel partito. A 55 anni il «piccolo Höcke», come ama definirsi il magistrato e politico, è uno dei deputati di punta di AfD, dopo una breve militanza negli anni giovanili tra i socialdemocratici dell'Spd.

Invitato a parlare in una birreria di Dresda alla stessa conferenza di Höcke, Maier affermò che era ora di farla finita con «l'elaborazione del nazismo», un «culto della colpa» figlio della «propaganda anti-tedesca». L'estrema destra dell'Npd (piena di neo-nazisti, ma mai entrata in parlamento) è per lo stesso «l'unico partito, prima di AfD, rimasto sempre compatto dalla parte della Germania». E sempre Maier, estensore di una sentenza favorevole all'Npd, ha espresso «comprensione» per l'autore delle stragi in Norvegia Anders Breivik, «pluriomicida per disperazione».

 

Beatrix von Storch, la nipote del ministro di Hilter

Le autorità ai confini della Germania dovrebbero avere il diritto di sparare ai migranti

Tra i parlamentari più anti-islamici e xenofobi figura anche la trumpiana Beatrix von Storch, capolista a Berlino nonché vice presidente di AfD. Di nobili origini e tenutaria del titolo «sua altezza», la 46enne già eurodeputata a Strasburgo dal 2014 per AfD milita nell'ala fondamentalista cristiana contraria all'aborto e ha affermato che le autorità ai confini della Germania dovrebbero avere il «diritto di sparare ai migranti». Il nonno da parte di madre servì come ultimo ministro delle Finanze di Hitler nel Terzo Reich.

Detlev Spangenberg, ex della Stasi per i confini del 1937

Un altro deputato al Bundestag dell'ala più a destra di AfD, già parlamentare dal 2014 nell'assemblea regionale della Sassonia, è l'ex collaboratore della Stasi Detlev Spangenberg. Fuggito negli Anni 80 nell'Ovest e rientrato nell'ex Ddr dopo la riunificazione, il politico 73enne, giudice onorario al tribunale locale del lavoro, ha militato per quasi 20 anni nella Cdu.

Dall'uscita dal partito, nel 2008, si è spostato su posizioni sempre più estremiste: anti islamico, fondatore dell'associazione «lavoro, famiglia, patria» (la parola «Vaterland», usata nel nazismo, era sparita dal vocabolario come «Führer» e altri pilastri della propaganda), sulla sua pagina internet Spangenberg ha auspicato un ritorno della Germania ai confini del 1937.

Petr Bystron, monitorato dalla Corte costituzionale

Nel parlamento nazionale entra poi l'ex esponente dei liberali dell'Fdp, e dal 2017 capo di AfD in Baviera, Petr Bystron: 44enne finito sotto osservazione da parte della sezione regionale della Corte costituzionale per le simpatie espresse verso il movimento giovanile sovranista Identitäre Bewegung (Ib), nella galassia dei gruppi delle nuove destre europee di ispirazione francese e in Austria e in Germania parte del milieu culturale di gruppi di vecchi e neo-nazisti. «Abbiamo obiettivi simili all'opposizione extraparlamentare di Ib e anche di Pegida» (altra formazione popolare anti-sistema popolata da estremisti di destra anche neo-nazi), ha dichiarato Bystron.

 

Markus Frohmaier, dagli hooligan al Bundestag

Presidente della sezione nazionale dei giovani di AfD, anche l'ex portavoce di Petry (e poi di Weidel) Markus Frohmaier ha incontrato nel 2017 il collega di Identitäre Bewegung. Di origini rumene ma cresciuto in Baden Württemberg, nel Sud della Germania, il neo deputato 26enne è definito un «camerata» della piattaforma patriottica per diverse sue dichiarazioni estremiste e per alcuni articoli apparsi su sue possibili precedenti frequentazioni negli ambienti degli hooligan vicini alla destra radicale di German defence league.

Come diversi esponenti sia della corrente negazionista di Höcke sia della piattaforma patriottica xenofoba, nel 2015 Frohmaier fu firmatario (con Petry e la sua galassia poi staccatasi da AfD) della risoluzione di Erfurt che estromise dal partito i fondatori euroscettici ma non razzisti, tanto meno revisionisti del nazismo.

 

Martin Hohmann, l'ex ufficiale tacciato di antisemitismo

Il voto nazionale del 2017 ha riportato al Bundestag anche l'ex parlamentare 69enne Martin Hohmann, vecchia volpe della Cdu cacciato dal partito per un suo discorso pronunciato il 3 ottobre 2003 per le celebrazioni della riunificazione, tacciato come antisemita. Giurista e ufficiale della sezione criminale dell'anti-terrorismo dopo la laurea in giurisprudenza, nel corso del suo mandato politico Hohmann era stato anche il promotore di una mozione contro un nuovo monumento sull'Olocausto: indizio di come i «tedeschi non riescano a perdonare il loro passato». Nell'intervento che gli costò la tessera dei cristiano-democratici affermò poi: «C'è anche nel popolo ebreo, che noi percepiamo esclusivamente nel ruolo della vittima, un lato oscuro nella storia recente?».

Wilhelm von Gottberg, l'ex poliziotto del "mito dell'Olocausto"

Lo sterminio degli ebrei viene continuamente tirato in ballo per criminalizzare i tedeschi nella storia.

Come eletto nelle liste della Bassa Sassonia, è parlamentare nazionale di AfD anche l'ex funzionario della polizia ed ex membro della Cdu Wilhelm von Gottberg: un 77enne eclissato da anni come Hohmann dalla politica per aver affermato che «come efficace strumento di criminalizzazione dei tedeschi nella storia è continuamente tirato in ballo lo sterminio degli ebrei in Europa». Von Gottberg ha anche ripreso, nel 2001, la frase sul «mito dell'Olocausto che resta un dogma, sottratto alla ricerca di ogni storico davvero libero».

La nicchia dei moderati euroscettici

Tra i pochi deputati al Bundestag di AfD rimasti moderati - ma remissivi con la maggioranza estremista – figura il candidato di punta dello Schleswig Holstein ed euroscettico Bruno Hollnagel, ingegnere e manager 69enne, autore di libri sulla crisi finanziaria come Cosa ne sarà dei nostri soldi e Il marco ha sempre ragione.

Delle stesse idee, pur con tendenze più nazionaliste, anche il medico e insegnante universitario in pensione, il 75enne Alex Gehrke, numero due della lista dello Schleswig Holstein. Un «liberale di destra», come ama definirsi, è anche il 49enne Jörn König, ingegnere e imprenditore a capo di AfD di Hannover, in Bassa Sassonia.

 

 

Pubblicato da Lettera 43

29 settembre 2017