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GLI SCOPI DEL SITO

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La struttura e, soprattutto, la documentazione attualmente presente è un punto di partenza, una sorta di cristallo di agglomerazione, che – se riuscirà a crescere – dovrebbe permettere:

  • Una circolazione di informazioni nella forma di documentazione e di commenti
  • Una organizzazione della documentazione tale da soddisfare uno studio sui temi trattati da parte di chiunque lo intenda fare e da parte del collettivo che gestisce il sito
  • La produzione di vademecum e istruzioni all’uso utili per lavoratori interessati.



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Risultati dell’inchiesta condotta dal sindacato Salca Cub sulle condizioni di lavoro dei lavoratori della nuova sede centrale di Intesa San Paolo. Il grattacielo di corso Inghilterra a Torino.

I questionari restituiti, quasi tutti compilati integralmente, sono stati 426.

Si tratta di un numero importante,raggiunto in pochi giorni, assolutamente significativo anche da un punto di vista statistico, pur in presenza di una popolazione che mediamente si attesta attorno alle duemila unità.

Preliminarmente, infatti, avevamo escluso la possibilità di inserire nel questionario domande (ad esempio su sesso, età, tipologia di lavoro…) che consentissero di dare un taglio per così dire più “sociologico”alla nostra indagine. Quello che ci interessava era scattare una fotografia attendibile, a due anni dall’avvio dell’operatività, sul tema della salute e sicurezza del lavoro nel Nuovo Centro Direzionale di Intesa Sanpaolo e a tal fine, naturalmente, il punto centrale era ottenere un elevato numero assoluto di ritorni.

E così è stato, dimostrando anche, per inciso, il favore e l’interesse con i quali la nostra iniziativa è stata accolta dalle colleghe e dai colleghi.

Diciamo subito che, nel confronto con le precedenti molteplici sedi di lavoro, il “grattacielo” supera la prova: il 46,5% dei rispondenti, infatti, dice di trovarsi “meglio” anche se non è certo trascurabile (27,3%) la percentuale di chi lamenta di stare “peggio”.

Non c’era bisogno del commento di un collega che sintetizza il concetto affermando “prima stavo in un cesso” per rendersi conto che, in molti casi, a valutazioni anche molto critiche su singoli aspetti del grattacielo corrisponde poi un giudizio comparato positivo: al NCD non lavorano solo i nostalgici di Piazza San Carlo…  

E, tuttavia, che qualche disagio serio ci sia lo dimostra il fatto che ben il 28,5%dei rispondenti sostienedi avere (o avere avuto) maggiori problemi di salute legati all’ambiente di lavororispetto alla sede precedente e il 33,8% è a conoscenza di qualche collega del proprio gruppo che lamenta una situazione simile.Ed è significativo il fatto che tra chi ha risposto affermativamente a queste domandela percentuale di chi dichiara di stare “meglio” al grattacielo crolli rispettivamenteal 14% ed al 22%.

Ma quali sono le caratteristiche più apprezzate del NCD, i suoi punti di forza?

Il quadro che emerge dalle risposte (che abbiamo ovviamente accorpato, per quanto possibile, in categorie omogenee) è piuttosto chiaro e segnala una forte prevalenza di fattori per così dire “strutturali”. Al primo posto, infatti, troviamo la “posizione” (e in particolare la comodità dei mezzi di trasporto pubblici) che viene indicata da ben il 34,8% dei rispondenti. Al secondo, la “qualità dell’immobile” (arredi nuovi, prestigio, modernità…), fattore che ottiene il 17,8% delle segnalazioni; seguono al quarto ed al quinto posto il “panorama” (9,5%) ed i vantaggi che derivano dalla “concentrazione” degli uffici della banca in un unico luogo (8,1%).

Decisamente meno sono le indicazioni che riguardano specifiche caratteristiche “tecnico-ambientali” dell’edificiotra cui la sola “luminosità” (12,2%, al terzo posto in assoluto) ottiene un numero apprezzabile di segnalazioni (su questo torneremo più avanti). Tutte le altre, dal microclima agli open space, dalle postazioni di lavoro alla poca rumorosità degli ambienti, ottengono complessivamente il 13,2% delle citazioni e, come vedremo, compaiono assai più frequentemente nell’elencodelle principali criticità del palazzo. Infine, 12 colleghi indicano i servizi (mensa e asilo) comepunto di forza del grattacielo e un “cuore-impavido” la sua sicurezza.

Per quanto concerne il gradimento dei “servizi” un quadro più dettagliato emerge da quelle domande specifiche alle quali abbiamo chiesto di rispondere solo agli “utilizzatori”degli stessi.

L’unico ad uscirne molto bene è l’”Asilo” che tra i 44 rispondenti (un numero davvero significativo) ottiene un voto medio di 3,80 e un INS* pari a +50%(i più elevati di tutto il questionario).

Più problematico il giudizio sulla “Mensa” che, se supera brillantemente l’esame per quanto concerne il “rapporto qualità/prezzo”(voto medio: 3,51; INS: +41,0%),riscuote meno successo in meritoad “affollamento e qualità dei locali” (voto medio: 2,85; INS: -4,9%). Per 8 colleghi, la mensa è addirittura la principale criticità del grattacielo; per 3 lo è la diffusione dei suoi odori. Il suo utilizzo è comunque molto diffuso come conferma il fatto che alle due domande ha risposto l’87% del nostro campione.

Una quota certo inferiore di colleghi (35%) ma comunque moltoimportante si è dimostrata poi interessata alla questione del parcheggio di bici (in particolare) e moto. E qui la stroncatura delle soluzioni offerte dall’azienda è netta (voto medio: 2,37; INS: -33,1%) al punto che ben il 35,8% dei rispondenti mette una crocetta sopra l’1 (di gran lunga la percentuale di giudizi “molto negativo” più elevata dell’intero questionario). Per 7 colleghi il parcheggio bici(o meglio la sua assenza…) è la prima criticità in assoluto.

E, infine, anche il livello di servizi bancaripresenti al grattacielo non ottiene la sufficienza da parte dei colleghi-clienti (voto medio: 2,75; INS: -14,5%) anche se la questione non sembra “scaldare troppo gli animi” (e molti non hanno nemmeno capito bene la domanda ed il significato del termine “bancarizzazione” …).

Tornando alle caratteristiche degli ambienti di lavoro superano sostanzialmente la prova i “servizi igienici” (voto medio: 3,25; INS: +20,4%) e la “pulizia/manutenzione dei locali” (voto medio: 3,22; INS: +19,4%).

Più controverso il giudizio sull’”ampiezza e fruibilità delle aree break”che ottengono una stiracchiata sufficienza complessiva (voto medio: 3,05; INS: +8,1%)che copre una significativa diversificazione delle risposte con quasi un terzo dei colleghi che esprime una valutazione negativa o molto negativa. Ne emerge una verità inconfutabile (che il questionario non può che registrare) e cioè che all’interno del grattacielo si vivono situazioni anche radicalmente differenti “a seconda del piano” e le annotazioni che lamentano aree break sovraffollate, caotiche ed occupate dalle postazioni della consulenza descrivono contesti ben riconoscibili.

Di tali disomogeneità occorre tenere conto soprattutto passando ad esaminare gli aspetti maggiormente problematici del grattacielo, alcuni dei quali vengono percepiti in maniera più diffusa,mentre altri lo sono più intensamente pur riguardando quote minori di lavoratori. Per far emergere queste differenze risulta quindi opportuno procedere analizzando in parallelo la graduatoria delle “principali criticità” (che esprime i punti di disagio più acuti in base a sensibilità e vissuto personale) ed il quadro delle risposte fornite dall’insieme dei lavoratori alle domande che indagano le stesse questioni.

Quale che siala chiave di lettura, non c’è dubbio che il problema dei problemi,in questi due anni, sia stato rappresentato dagli “ascensori”. Questi infatti sono indicati come principale criticità da ben il24% dei colleghi (anche in questo caso abbiamo accorpato, per quanto possibile, le risposte libere in categorie omogenee, tenendo conto, in caso di indicazioni multiple, solo della prima) mentre alla domanda specifica sul loro funzionamento è il 53% dei rispondenti ad esprimere un giudizio negativo (voto medio: 2,42; INS: -41,6%). Alle “cadute” non ci si abitua mai, verrebbe da dire, ma concorrono alla valutazione complessiva anche l’affollamento nei momenti di punta e lo spesso incomprensibile sistema di prenotazione.

Va sottolineato che, in termini di voto medio, il “funzionamento di tende/veneziane” ottiene un punteggio ancora inferiore (2,38; INS: -41,1%) e tuttavia di ciò c’è scarsa evidenza nella graduatoria delle principali criticità. Insomma, i lavoratori stroncano il sistema automatico ma, correttamente, ci dicono che questo è più un fastidio che un problema grave e non condiziona più di tanto il giudizio (positivo) sulla “luminosità” complessiva della propria postazione di lavoro (voto medio: 3,29; INS: +24,3%). A conferma di ciò, se è vero che al sesto posto nella graduatoria delle criticità ci sono questioni legate alla “luce” (20 segnalanti pari al 5,8%), va ricordato (come detto in precedenza) che la “luminosità” viene invece indicata tra i punti di forza dell’edificio da un numero superiore di colleghi (36).

Dopo gli ascensori, il maggior numero di segnalazioni come prima criticità (54 pari al 15,8%) riguarda invece un altro (più fondamentale) aspetto del sistema automatico di funzionamento del NCD: il microclima (ed in particolare il ricambio d’aria).

Se si guarda alla domanda specifica (voto medio: 3,01; INS: +4,3%) l’insoddisfazione per questi aspetti (che è molto elevata tra chi dichiara di avere maggiori problemi di salute rispetto alla sede di lavoro precedente) riguarda un terzo dei lavoratori anche se viene “compensata” da un 37% che invece esprime giudizi positivi.

Ben il 10,5% dei rispondenti indica poi nell’“affollamento” il principale problema del grattacielo (quarto posto nella graduatoria) ma, ancor più in questo caso, il quadro di risposte alla domanda correlata (relativa alla personale disponibilità di spazi) dà un responso meno negativo (voto medio: 3,13; INS: +11,3%). Come detto in precedenza si tratta della classica questione sulla quale più che sensibilità differenti si misurano situazioni oggettivamente diverse. Semplificando, si può dire che quel 31% dei colleghi che dà un giudizio negativo (percentuale che comunque evidenzia l’ampiezza del disagio) e quel 42% che invece è soddisfatto o molto soddisfatto (il 14,9% di voti 5 è il dato più alto registrato dopo quello relativo all’asilo) lavorano in piani o lati diversi.

Del resto, come molti precisano, le postazioni a 4 vanno bene mentre quelle a 6 no;ed è un vero peccato che abbiano risposto al questionario così pochi dei tanti consulenti accatastati a 8-10. Lo spaccato finale sarebbe stato certo diverso e ancor più realistico.

Molto più generalizzato(e che quindi riguarda anche contesti non affollati) è invece il giudizio negativo sulla “rumorosità” dell’ambiente (voto medio: 2,62; INS: -22,5%) che viene inoltre segnalata come prima criticità dal 6,4% dei rispondenti (quinto posto) ai qualiperò ragionevolmente occorrerebbeaggiungere anche quel 3,2% che indica negli open space il principale dei problemi.

Infine, sono 42 i colleghi che come massima criticità indicano problemi che possiamo ricondurre al tema della “sicurezza” (nell’insieme al terzo posto con il 12,3% delle segnalazioni): quella degli accessi in primo luogo, ma anche quella che non sembra emergere dagli esiti delle prove di evacuazione effettuate.

Com’è ovvio per questioni del genere, chi avverte il problema tende a ritenerlo prioritario; il quadro complessivo delle risposte, tuttavia, descrive un contesto più tranquillizzante. Sia per quanto concerne la “sicurezza degli accessi” (voto medio: 3,11; INS: +12,3%), sia nel giudizio delle “prove di evacuazione”(voto medio: 3,10; INS: +13,5%) una forte maggioranza dei rispondenti (rispettivamente il 64,8% e il 67,0%) esprime una valutazione pari a 3 o 4.

Detto che è doveroso, ma pur sempre positivo, il fatto che il 95% dei rispondenti dichiari di aver partecipato ad almeno un’esercitazione, rimane il fatto che un 28% ne ha dato un giudizio negativo ed una percentuale simile ha espresso una valutazione non certo entusiasta. Perché?

Dei 175 colleghi che hanno dato un voto da 1 a 3, il 22,9%ha indicato nella “confusione/disorganizzazione” il problema principale; il 21,1% ha segnalato “tempi di discesa” eccessivamente lunghi, il 18,9%l’inutilità di esercitazioni ampiamente preannunciate, il 14,9%la non adeguatezza delle scale/gradini o la loro solo parziale utilizzazione, il 9,1% l’“assenza dei preposti”, l’8,6% i problemi ai “punti di raccolta”(in primo luogo per il mancato o superficiale appello dei presenti). 8 colleghi infine hanno lamentato disfunzioni specifiche nell’assistenza a disabili e donne incinte.

Un quadro non esaltante,anche se non possiamo condividere il giudizio di quel simpaticone che ci scrive di non avere rilevato nessuna particolare criticità nelle prove di evacuazione ma solo la serena consapevolezza che in caso di incidente serio moriremo tutti….

La questione introduce la valutazione di un ultimo blocco di domande che riguardava in modo diretto il comportamento dell’azienda come responsabile della salute e sicurezza dei propri lavoratori ma anche, specularmente, i livelli di attenzione di questi ultimi.

Che la gestione di un grattacielo sia un fatto assai complesso e che, soprattutto nei primi tempi, non tutto abbia funzionato alla perfezione lo conferma quel 49,3% dei colleghi che afferma di aver dovuto segnalare ai preposti guasti, anomalie e criticità varie. Il giudizio sulla “tempestività” delle risposte ottenute (voto medio: 3,22; INS: +18,9%) è sicuramente positivo (il 45% si dichiara soddisfatto) mentre l’”efficacia” delle soluzioni adottate (voto medio: 3,01; INS: +3,8%)è stata certamente minore (scontentando un terzo dei colleghi) in quanto spesso ci si è scontrati con caratteristiche strutturali e immodificabili del Palazzo.

Tra le questioni specifiche che abbiamo voluto indagare, sicuramente positivo è il fatto che l’87% dei rispondenti dica di non aver mai visto uscite di sicurezza parzialmente ostruite da pacchi, sedie o altro (i 55 colleghi che affermano l’opposto fanno evidentemente riferimento a situazioni specifiche e non generalizzate).

Al contrario, molto alta e diffusa è la sensibilità sul tema “divieto di fumo” al punto che il 47,6% dei lavoratori, rispondendo alla domanda che abbiamo appositamente formulato con un’alternativa secca, ritiene che l’azienda sia inadempiente nel farlo rispettare (e sono 9 i colleghi che indicano proprio il fumo come principale criticità).

Sul piano dell’informativa, malgrado gli indubbi progressi rispetto alle pesanti criticità iniziali, il quadro generale risulta ancora sconfortante. Il 35,6% dei rispondenti non sa chi siano “gli addetti alla sicurezza del proprio piano”; il 46,5% non sa dove trovare una “cassetta di pronto soccorso”; il 33,4% non conosce l’ubicazione dell’“infermeria” e, clamorosamente, il 74,9% non ne conosce l’”orario” (che peraltro oltre il 70% dei pochi informati ritiene insufficiente).

I lavoratori ci mettono del loro, è chiaro, ma l’azienda non ne esce certo bene come del resto dimostrano anche le risposte alla domanda di apertura del questionario che chiedeva ai colleghi di esprimere un giudizio complessivo sul livello di informazioni loro fornite sul tema della salute e della sicurezza al NCD. Il giudizio(voto medio: 3,01; INS: +2,0%) è da “sei politico”, si sarebbe detto tempo fa, ma senza giustificazioni di sorta.

Questo è il quadro sintetico che emerge dalla nostra inchiesta; un patrimonio informativo notevole,decisamente arricchito poi dalle tante note che molte lavoratrici e lavoratori hanno voluto inserire a margine di singole domande o nello spazio conclusivo e che, spesso, descrivono problemi specifici o indicano possibili soluzioni.

Per quanto ci riguarda, una vera piattaforma di richieste costruita dal basso a partire dalla quale continueremo ad incalzare l’azienda.

E, a questo proposito, i questionari saranno messi a disposizione degli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) e dei quadri sindacali delle altre sigle che seguono il Palazzoauspicando che, quanto meno su queste tematiche, possano ulteriormente svilupparsi le occasioni di lavoro comune.

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. - Gruppo Intesa Sanpaolo

febbraio 2017


*Per tutte le domande che richiedevano una risposta con una scala da 1 a 5, l’Indicatore Netto di Soddisfazione (INS) è stato calcolato non tenendo conto dei voti 3 e sottraendo dalla percentuale ottenuta dalle valutazioni positive (somma dei voti 4 e 5) quella totalizzata dalle valutazioni negative (somma dei voti 1 e 2).