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GLI SCOPI DEL SITO

wc logoIl sito Workingclass intende essere uno strumento di studio e di ricerca sui temi del lavoro, delle sue condizioni, del suo senso oggi, delle prospettive di ricomposizione sociale, partecipazione e di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.

La struttura e, soprattutto, la documentazione attualmente presente è un punto di partenza, una sorta di cristallo di agglomerazione, che – se riuscirà a crescere – dovrebbe permettere:

  • Una circolazione di informazioni nella forma di documentazione e di commenti
  • Una organizzazione della documentazione tale da soddisfare uno studio sui temi trattati da parte di chiunque lo intenda fare e da parte del collettivo che gestisce il sito
  • La produzione di vademecum e istruzioni all’uso utili per lavoratori interessati.



stupidita artificialeSi legge spesso di meraviglie della robotica, di intelligenza artificiale, di rischi che potrebbero derivarne per la libertà, l'autonomia degli uomini. Confesso che mi preoccupa molto di più la stupidità artificiale: l'idolatria di ogni macchina, sistema informatico, applicazione, servizio telematico, che sostituisca il lavoro umano, non in attività rozze, ripetitive, noiose, pericolose, ma nelle normali, soddisfacenti, attività, di lavoro o della vita di tutti i giorni. Sembra che svolgere un'attività, usare delle abilità, delle competenze, manuali o intellettuali, sia una dura condanna, da cui liberarci appena si può per affidarla a una macchina, a un sistema informatico, da comandare con un gesto, meglio con uno sguardo, con la pura volontà. L'essere umano ideale sembra essere una inetta, pigra, immobile ameba, la cui soddisfazione consista nel vedere realizzati senza fatica, senza agire, i propri desideri. Una macchina desiderante senza alcuna capacità. Non ho scritto “invalido” perché gli invalidi esistono e non sono stupide affatto le macchine che possono rimediare la loro specifica invalidità. Stupide sono le macchine che ci tolgono il piacere di fare direttamente, o che aboliscono lavori, operativi o di relazione, che si fanno senza danno, o addirittura con qualche soddisfazione.

Capisco che, secondo la definizione classica, stupido è fare un danno agli altri senza vantaggio per sé, mentre nei casi citati chi fa e vende le macchine ci guadagna. La rete è del ragno. Il danno è nostro; il vantaggio è suo. Capisco anche che non è obbligatorio comprare l'ultimo modello di smartphone, o i sistemi per i controlli a distanza dei propri elettrodomestici; che il meccanismo non è diverso da quello che costringe molti nostri simili a parcheggiare in terza fila per non fare due passi, o fermarsi, in divieto, all'ingresso di parcheggi praticamente vuoti, bloccandoli quasi. E' un problema di scelte individuali, di preferenze. C'è chi pensa sia importante mostrare a tutti che lui/lei parcheggia dove vuole.

Perciò il problema va diviso in due: quello dei rapporti di lavoro, in cui i lavoratori subiscono le conseguenze di scelte altrui, e quello dei comportamenti individuali, liberi. In tutti e due i casi è importante il sistema culturale, il modo in cui i media trattano il lavoro, e la cosiddetta innovazione; in cui commentano, valutano, le scelte individuali.

Ridurre il numero e il salario dei lavoratori

Sembra che il desiderio principale dei commentatori, la tendenza necessaria, dalla cui realizzazione dipende il nostro futuro, sia la progressiva riduzione dei lavoratori e il loro minor “costo”. L'Italia è piena di disoccupati, in particolare giovani, e di occupati che prendono poco, ma ogni scoperta, start up, legge, che riduca il numero di chi lavora e i loro salari sembra un passo verso la piena realizzazione delle nostre potenzialità creative, una ripresa del progresso, una obbedienza alla necessità storica. L'industria 4.0 è una industria con pochi, meglio senza, lavoratori; ma sembra che sia la nostra unica speranza. L'utopia a cui tendiamo è un mondo in cui pochi lavorano moltissimo (con la testa, s'intende – usare le mani è ottocentesco; ma nella realtà anche con le mani) e molti nulla. Perciò i supermercati, che organizzano le merci in modo che tu non possa trovare le poche cose che cerchi ma sia costretto a guardare centinaia di scaffali, senza un ordine di prezzo e di qualità, perché è importante che compri ciò che non volevi comprare, hanno tolto anche le cassiere, e non ti fanno uscire se non mostri adeguatamente alla macchina la tua ricevuta.

Di questo passo gli Stati Uniti manterranno la pena di morte, ma aboliranno il boia, che costa. Daranno al condannato un cellulare con un tasto da premere per ammazzarsi da solo, o faranno un robot boia, comandato a distanza direttamente, con uno sguardo, dal governatore.

Nella realtà peggioreranno la sanità, così i poveri, che sono quelli che riempiono le galere, e costano, moriranno da soli, senza neppure il costo di condannarli.

Esercitare senza regole la libertà

I nostri padri hanno combattuto per la libertà dalla dittatura – contro quelli che volevano mantenerla. Ora libertà ha cambiato significato: vuol dire, per i ricchi, fare ciò che vogliono dei loro soldi; per noi tutti fare ciò che desideriamo, senza vincoli morali, di logica, di coerenza, di realtà, purché non dia fastidio ai ricchi. Penso ciò che mi pare, dico ciò che mi pare. Se i fatti mi smentiscono, peggio per i fatti. Se dico cose incoerenti, peggio per la coerenza. Abbiamo ceduto alla vecchia lusinga: eritis sicut dii. Per non scherzare col sacro, più banalmente siamo in pieno nichilismo. Qualche volta semplicemente mentiamo senza pudore fingendo di poter fare cose che, umanamente, biologicamente, non possiamo fare, come fare un figlio senza madre. Semplicemente si applica alla maternità la frammentazione che si applica in generale al lavoro. C'è una madre genetica e una gestante, così la generazione e la temporanea simbiosi tra madre e feto appartengono a due persone diverse. Nessuna delle due può accampare diritti o dichiarare un legame affettivo. Come si fa a dire che sottraggono il figlio alla partoriente – non è mica figlio suo. E poi ha firmato un contratto. Per contratto si può fare tutto, si sostiene in alcuni paesi evoluti, per ora non nel nostro; anche vendersi a pezzi, come nel commercio di organi e di sangue. Secondo le magnifiche sorti e progressive vagheggiate da molti, sul lavoro, oltre al proprio tempo, si intendono venduti anche i diritti civili e politici. Quello che i dipendenti fanno sul lavoro lo devono decidere i manager. Non vogliamo mica tornare ai soviet!

Si dice modernità e si intende la sottomissione di tutti e di tutto all'interesse dei ricchi, la riduzione del mondo ad economia, nel senso di assumere come unico criterio di valutazione di ogni cosa al mondo il guadagno o la perdita dei padroni, dando per scontato che i loro soldi si riverseranno anche sugli altri come, almeno da qualche decennio, non accade.

O si intende la totale identificazione con gli Stati Uniti, o con l'ideologia prevalente nei media americani, che sono la modernità per antonomasia, se non il futuro già realizzato. Somigliare agli Stati Uniti vuol dire essere avanti sulla via del progresso. Ma l'unico progresso reale indefinito possibile è quello che una volta si chiamava dello spirito umano.

L'aumento indefinito dei consumi di alcuni, mentre molti muoiono letteralmente di fame, è un incubo ecologico e un delitto morale.

 

 

Francesco Ciafaloni

Maggio 2017

Pubblicato su Una Città